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Nuove norme sulla vigilanza finanziaria, entro dicembre

Posted by benjamin-nicolau en octubre 13, 2008

Nuove norme sulla vigilanza finanziaria, entro dicembre

Affari economici e monetari – 09-10-2008 – 12:10 

Il Parlamento sollecita la Commissione a presentare delle proposte legislative volte ad aggiornare sistemi di regolamentazione e vigilanza finanziaria per affrontare i nuovi rischi sistemici, assicurare stabilità finanziaria, conseguire gli obiettivi dell’Unione europea e contribuire al miglioramento della governance finanziaria globale. In tale contesto avanza una serie di raccomandazioni dettagliate.

Approvando con 565 voti favorevoli, 47 contrari e 18 astensioni la relazione d’iniziativa legislativa stilata da Ieke van den BURG (PSE, NL) e Daniel DĂIANU (ALDE/ADLE, RO), il Parlamento sottolinea che la vigilanza finanziaria «non è rimasta al passo con l’integrazione del Mercato e l’evoluzione globale dei mercati finanziari». Occorre pertanto aggiornare gli attuali sistemi di regolamentazione e vigilanza «per affrontare i nuovi rischi sistemici, assicurare stabilità finanziaria, conseguire gli obiettivi dell’Unione europea e contribuire al miglioramento della governance finanziaria globale». Chiede quindi alla Commissione di presentare al Parlamento, entro il 31 dicembre 2008, una o più proposte legislative che coprano tale materia, sulla base di una serie di raccomandazioni dettagliate.

 

Presupposti fondamentali per accordi efficaci in materia di regolamentazione e vigilanza

 

In merito all’adeguatezza patrimoniale, il Parlamento chiede di rivedere le regole sui requisiti in materia di capitale rafforzando le disposizioni in materia di gestione del rischio, di liquidità e di esposizione in modo coerente, e garantire idonei requisiti patrimoniali per tutti i soggetti che operano sui mercati finanziari, tenendo conto nel contempo dei rischi sistemici. Occorre inoltre rafforzare la capacità di affrontare perturbazioni del mercato finanziario, garantire che le norme siano anticicliche e riformare il quadro per migliorare la gestione del rischio, nonché assicurare idonei requisiti patrimoniali per prodotti finanziari complessi e derivati. E’ inoltre necessario assicurare l’informativa sulle operazioni fuori bilancio, sui veicoli di investimento strutturati (SIV) e su qualsiasi strumento di immissione di liquidità, e imporre un’adeguata valutazione dei relativi rischi.

 

Riguardo alle misure per migliorare la trasparenza, il Parlamento raccomanda di promuovere la trasparenza, la chiarezza e la disponibilità di informazioni in merito a prodotti finanziari complessi e al processo di cartolarizzazione, e di assicurare che la cartolarizzazione e il processo di rating creditizio non diano luogo a un aumento ingiustificato del valore totale del prodotto cartolarizzato, tale da superare il valore dell’attivo sottostante. Per i prodotti finanziari complessi (CFS) è invece necessario assicurare che le agenzie di rating creditizio adottino una terminologia coerente ed appropriata, che chiarisca le differenze rispettive di tali prodotti.

 

Il Parlamento raccomanda poi una serie di misure di governance. In proposito, secondo i deputati è necessario prevedere per gli istituti finanziari l’obbligo di informativa sulla loro politica di remunerazione, anche per quanto riguarda le stock option, in particolare sui pacchetti retributivi dei direttori e stabilire che le autorità di vigilanza prudenziale includano nella loro valutazione della gestione del rischio l’influenza della remunerazione, dei sistemi retributivi a premio e della tassazione, «per garantire che contengano incentivi equilibrati e non inducano ad assumere rischi estremi». E’ poi raccomandato di introdurre regimi nazionali in materia di responsabilità che stabiliscano ammende appropriate ed altre sanzioni in caso di mancata conformità alla legislazione in materia di servizi finanziari, prevedendo che il personale direttivo degli istituti finanziari possa essere sospeso o interdetto dall’esercizio dell’attività nell’intero settore finanziario o in determinati suoi comparti in caso di omissione o negligenza.

 

Occorre anche varare misure che, per quanto riguarda le agenzie di rating, affrontino i conflitti di interesse, i sistemi di garanzia della qualità e l’attività di vigilanza secondo modalità coerenti con le raccomandazioni adottate da diversi enti europei e internazionali sulla questione dei possibili miglioramenti da apportare ai processi di rating creditizio, eventualmente. Più in particolare è necessario garantire che le agenzie di rating creditizio forniscano informazioni più precise in merito alle particolari caratteristiche dei prodotti di debito complessi, dei prodotti associati a crediti ipotecari e del debito tradizionale, e che le agenzie di rating applichino simboli differenziati al rating dei prodotti di debito complessi, dei prodotti associati a crediti ipotecari e del debito tradizionale.

 

Stabilità finanziaria e misure in materia di rischio sistemico

 

Le proposte legislative richieste dal Parlamento dovranno anche avere l’obiettivo di disciplinare la stabilità finanziaria e rischi sistemici, mettendo a punto basi dati, scenari e politiche future in materia di vigilanza macroprudenziale e stabilità finanziaria unitamente a un sistema di allerta precoce e provvedendo a che la Banca centrale europea (BCE), il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e il Comitato per la vigilanza bancaria del SEBC (BSC) assumano un ruolo attivo nella loro promozione, elaborazione ed esercizio.

 

Dovrà poi essere promossa l’introduzione di disposizioni per la prevenzione e la gestione delle crisi a livello di UE in funzione delle necessità e si dovrà assicurare che le norme UE sulle garanzie di deposito siano riviste con urgenza per evitare arbitraggi tra i livelli di garanzia negli Stati membri che potrebbero aumentare la volatilità e minare la stabilità finanziaria invece di aumentare la sicurezza e la fiducia dei depositanti. Dovrebbero anche garantire condizioni uniformi di concorrenza per gli istituti finanziari. Il livello dei rimborsi dovrebbe essere notevolmente aumentato e la loro disponibilità per i clienti al dettaglio in caso di insolvenza di istituti finanziari dovrebbe essere assicurata entro tempi ragionevoli anche in situazioni transfrontaliere. Occorre anche promuovere norme analoghe per le garanzie assicurative, e assicurare la diversificazione del mercato.

 

Quadro di vigilanza

 

Il Parlamento chiede che, entro la fine del 2008 un regolamento imponga l’istituzione di collegi di vigilanza per i gruppi maggiori o le maggiori holding finanziarie transfrontaliere operanti nell’Unione europea. Il regolamento dovrà contenere chiari criteri per individuare i gruppi e le holding finanziarie transfrontaliere in relazione alle quali tali collegi saranno obbligatori. In caso di consistente presenza del gruppo nei paesi terzi, sarebbe opportuno evitare di creare strutture parallele: gli organi di vigilanza del paese terzo potrebbero essere invitati a partecipare, per quanto ragionevolmente praticabile. I collegi dovranno essere costituiti da rappresentanti delle autorità nazionali di vigilanza responsabili della vigilanza prudenziale, tenendo conto della quota di mercato del gruppo in uno Stato membro, del volume delle operazioni transfrontaliere, della consistenza e del valore degli attivi. All’interno dell’UE, occorrerà prevedere la raccolta, lo scambio e l’accesso alle informazioni rilevanti tra i membri del collegio e tra tutte le autorità di vigilanza interessate, promuovendo disposizioni per intensificare al massimo lo scambio di informazioni con le autorità di vigilanza dei paesi terzi.

 

Entro la stessa data, inoltre, un regolamento dovrà rafforzare e chiarire lo status e le responsabilità dei Comitati Lamfalussy di livello 3, conferendo a questi ultimi uno status giuridico conforme ai suoi compiti, nonché coordinare e razionalizzare l’azione delle varie autorità di vigilanza settoriali, ampliandone i compiti e attribuendo loro adeguate risorse finanziarie ed umane. I comitati Lamfalussy di livello 3 dovranno avere il compito di assicurare la convergenza in materia di vigilanza e la parità di condizioni nell’attuazione e applicazione della legislazione UE.

 

Un’altra proposta dovrà dettare disposizioni in materia di vigilanza sulla stabilità finanziaria a livello dell’UE. Tali norme dovranno assicurare l’efficace raccolta ed analisi di informazioni micro e macro prudenziali per l’individuazione precoce di potenziali rischi alla stabilità finanziaria, ed inserirsi nel lavoro globale in materia di stabilità finanziaria. Le disposizioni in questione dovranno permettere agli organi di vigilanza e alle banche centrali dell’UE di rispondere prontamente intervenendo come “forza di reazione rapida” alle situazioni di crisi aventi un impatto sistemico sull’Unione europea.

 

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